La visita al Teatro Virtuale della Valle del Sarno
Il Teatro Virtuale della Valle del Sarno è visitabile dal lunedì al venerdì, presso Castello Fienga, previa prenotazione.
La visita dura 3 ore: all’arrivo i visitatori avranno modo di scoprire il suggestivo Parco Fienga, un’oasi verde che avvolge le numerose sale di cui è composto il Castello. In caso di condizioni climatiche avverse, sarà proiettato un video che racconta la storia di questo antico maniero, con immagini che ne descrivono ogni caratteristica.
La mascotte Netes si presenterà subito accogliendo i visitatori e sarà la guida d’eccezione che, col supporto di un animatore, li guiderà lungo tutto il percorso.
Una volta nel Teatro Virtuale della Valle del Sarno, sarà possibile visionare i filmati in 3D introdotti da un documentario sulla storia, gli usi ed i costumi della Valle del Sarno.
Diventa possibile, così, comunicare l’archeologia ed il territorio in maniera interattiva e divertente senza far mancare il rigore scientifico, la precisione e la completezza delle informazioni
LA VALLE DEL SARNO, UN ALTRO PIANETA
La valorizzazione dei siti archeologici della Valle del Sarno è un’occasione imperdibile, carica di futuro e di suggestioni positive, un obiettivo che la Patto dell’Agro S.p.A. persegue dal 1998, anno della sua costituzione.
L’Agenzia, sempre alla ricerca di soluzioni efficaci e d’avanguardia, ha eletto le tecnologie della Virtual Reality come fulcro del proprio impegno per il recupero e la valorizzazione dell’identità culturale della Valle del Sarno.
La Virtual Reality, infatti, è un potente strumento comunicativo che mette in poco tempo, alla portata di tutti, la possibilità di fruire di siti ed opere artistiche, presentandoli in maniera molto semplice, attraverso l'immagine.
Nasce così il progetto “La Valle del Sarno, un altro pianeta”, dedicato soprattutto ai bambini ed incentrato sul Teatro Virtuale della Valle del Sarno, ospitato all’interno del Castello Fienga di Nocera Inferiore, splendido complesso di epoca medioevale, circondato da un lussureggiante parco, rinnovato simbolo dell’identità di questa terra.
Il teatro, primo esempio in Italia per contenuti, struttura e dimensioni, presenta filmati in 3D stereoscopico, fondati su modelli scientifici elaborati in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino e Benevento e con il contributo di esperti di fama internazionale, ma piacevolmente animati da un Cicerone d’eccezione: Netes, il gambero mascotte della Valle del Sarno che, trasformato in Gamberettus Romano, accompagnerà i visitatori in un magico viaggio.
Inforcando degli appositi occhialini atti a permettere la visualizzazione in 3D, i visitatori saranno protagonisti di un curioso viaggio nel tempo. I filmati, infatti, garantiscono conoscenza e intrattenimento portando indietro nei secoli ed offrendo uno spettacolo dove archeologia e innovazione si incontrano in un risultato di grande impatto emozionale.
A meno che non si è nati più di 2000 anni fa, è difficile immaginare di poter visitare il Teatro ellenistico romano di Pareti, la necropoli di Pizzone, Villa Prete di Scafati, la Tomba del Guerriero di Sarno, la Tomba della Principessa di San Valentino Torio, i siti archeologici più suggestivi della Valle del Sarno così come si presentavano alla vista degli antichi.
Ma tanta strada è stata percorsa da quando a testimonianza dell’antichità c’erano solo i libri e le parole talvolta di difficile comprensione. Le tecnologie compiono straordinari passi in avanti: è come se una corrente nuova, carica di forza e di futuro, voltasse le pagine della storia.
Ed ecco allora che diventa possibile ritornare alla fine dell’VIII secolo a.c. quando le donne erano così importanti da diventare le sacerdotesse di un villaggio. Una bambina racconta la sua storia, descrive la sua veste e gli ornamenti, del tutto simili a quelli utilizzati da sua madre e ritrovatinella Tomba della principessa di San Valentino Torio.
E poi approdare nel 90 d.C. e passeggiare tra la scena e l’orchestra del Teatro ellenistico - romano di Pareti, a Nocera Superiore - il più grandioso esempio, sia per dimensione che per posizione scenografica, tra quelli documentati in Campania - galleggiando a mezz’aria con la mascotte Netes e l’ingegnere romano Aulo Marcio Afer. Risalire senza fatica le scale della cavea mentre Aulo illustra il restauro del teatro di Nuceria Alfaterna, gloriandosi del risultato raggiunto e della scelta di raffinati materiali: marmi, alabastro, stucchi pregiati. Aulo Marcio Afer è abbastanza tronfio e pieno di sé, ma è piacevole ascoltarlo mentre racconta a Netes di attori, maschere, mimi, commedie e pantomime . . .
Sempre a Nocera Superiore, nel 200 d.C., è possibile percorrere i viali della Necropoli di Pizzone ed incontrare un accigliato calzolaio, un sutor, che ogni giorno si reca sul suo sepolcro per controllare che i lavori siano eseguiti a regola d’arte. Il calzolaio ha una vera e propria passione per l’arte funeraria, con trasporto racconta e illustra dipinti e stucchi dei sepolcri che trova sulla via. Poi rimanda alla Tomba del Guerriero di Sarno, che conosce bene e di cui apprezza architettura e rifiniture.
Un passo avanti e infine si approda nel 64 d.C., alla Villa rustica di Numerius Popidius Narcissus Maior a Scafati
- esempio di villa rustica suburbana risalente al I secolo a.C., sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e portata integralmente alla luce a partire dal 1993 - dove ad accogliere i visitatori c’è la moglie Atonia, una donna un po’ insoddisfatta della vita contadina e tanto chiacchierona. Atonia, estremamente petulante, perlustra ogni angolo della villa per verificare che il restauro sia stato fatto secondo i suoi desideri, e mostra dolia, anfore e vasellame.
Il tempo negli occhi e nelle mani: il progetto “La Valle del Sarno, un altro pianeta” è stato realizzato con la finalità di diffondere la capacità di guardare, di cercare, per riscoprire curiosità, voglia di conoscere, rimanere allerta, contemplando non solo l’aspetto evidente del nostro territorio ma anche le tracce più nascoste.
Perché spesso tra la polvere, gli edifici, l'acciaio e le nuove leghe con cui è ricoperto ogni centimetro quadrato del nostro territorio si nascondono tesori di storia e di cultura.